16 giugno 2010

Confutazione del pdf? Ma mi faccia il piacere

Ho trovato questo divertente documento di tale Luis che vuol confutare il mio pdf.

Commenterò le sue parti (in blu):
Qui l'autore torna a ripetere che qualcuno ritiene che la Banca Centrale vende le banconote, mentre come già detto le usa per acquistare titoli.
Infatti l'autore afferma che le banconote sono uno strumento per pagare, quindi la Banca Centrale crea dal nulla uno strumento per pagare con cui paga i titoli del debito.
I titoli di Stato vengono rimborsati alla loro scadenza, quindi anche se qualcuno preferisce dire che la banca "vende" le banconote (piuttosto che dire che "acquista" i titoli), è chiaro che se le fa pagare in un momento successivo.
Quindi l'autore, che non sembra essere un ignorante, quando afferma: "se la banca vendesse le banconote non aumenterebbe la quantità di monetatenta in circolazione", tenta solo di prenderci per i fondelli con dei giochi di parole.
Ovviamente non ho mai scritto che la Banca vende moneta. Anzi ho scritto chiaramente (paragrafo 1.2) che non vende moneta.
Luis ha letto ma non ha capito e non trovando il banodolo della matassa dice che tento di prendere il giro il lettore con giochi di parole. Confuso e infelice.

15 giugno 2010

Illusioni da inflazione



Guardate questa banconota (cliccateci sopra per ingrandirla). E' dello Zimbabwe. Sono 25 miliardi di dollari dello Zimbabwe, un paese in cui si sono stampate banconote per pagare le spese statali. Chi l'ha scannerizzata l'ha ricevuta in regalo. Un souvenir quasi senza valore.

L'inflazione in Zimbabwe è talmente alta, perché si stampa moneta, che non riescono neppure a calcolarla. Per chi volesse saperne di più wikipedia riporta la storia recente della moneta del paese africano (vedi qui).

La situazione è così confusa che la banca centrale dello Zimbabwe ogni tanto cancella parecchi zeri dalle banconote, sostituendo le vecchie banconote, con il curioso effetto che qualche funzionario di frontiera troppo solerte, usando evidentemente un vecchio tasso di cambio, ha pensato che tre banconote valessero diversi milioni di euro, come riporta Repubblica.

Ma non basta: non rendendosi conto dell'evidente errore, il funzionario deve aver pensato che le banconote fossero false, come si può dedurre dalla breve nota, che annuncia che si sta verificando l'autenticità della banconota.

Scopriranno che valgono molto poco. Qualche euro, al massimo.

13 giugno 2010

Serve più libertà di impresa? O forse...

Ogni tanto si tira fuori il tema della libertà di impresa che Tremonti promette di allargare. Si tira in ballo anche la Costituzione, su cui si è ben espresso Romano Prodi sul Messaggero (vedi qui) cui vi rimando.

Io vorrei far notare che il tema delle liberalizzazioni è uno di quelli su cui l'ideologia la fa da padrona. L'economia in fin dei conti è una disciplina assai "pratica". Si possono elaborare tutte le teorie che vogliamo e possiamo invocarne l'applicazione, ma poi dobbiamo fare i conti con una realtà fatta di imprese, di consumatori, di aspettative, bilanci, scelte vere e concrete.

Quando si ignorano i dati e si sostiene una teoria a prescindere dalla realtà, l'ideologia prende il sopravvento sull'economia.

Appare per questo strano l'atteggiamento del governo che pensa a rendere più facile la creazione di imprese quando le imprese, quelle vere e vive da anni, rischiano di chiudere, devono fare i conti con una domanda che è diminuita anche più del 30% in poco più di un anno, hanno problemi di bilancio, di finanza, ecc.

La domanda è debole e il governo pensa all'offerta di beni e servizi. Un atteggiamento che dice chiaramente che tra l'economia e l'ideologia, Tremonti e Berlusconi preferiscono quest'ultima.

11 giugno 2010

Alla ricerca della crescita perduta

Qualche giorno fa i giornali hanno celebrato anche con toni forse trionfalistici i dati Eurostat sul PIL nel primo trimestre 2010. In sostanza nel trimestre il PIL è cresciuto dello 0,5%, più della media UE e di Francia e Germania e dello 0,6% negli ultimi 12 mesi, molto meno di Francia e Germania.

Ma cosa succederà in futuro?

Nelle scorse settimane è arrivata la decisione del governo di tagliare pesantemente la spesa pubblica per riequilibrare i conti pubblici, minacciati da un deficit troppo alto. Il governo ha deciso di colpire la spesa della pubblica amministrazione e di congelare o ridurre gli stipendi.

Ciò, secondo la Banca d'Italia, farà perdere al PIL italiano un 0,5%. Ovvero il PIL italiano non crescerà affatto. Se ne stanno rendendo conto anche i giovani industriali riuniti a Santa Margherita Ligure la cui presidente lamenta il rischio che il PIL non cresca affatto.

I consumi infatti sono fermi, anzi diminuiscono un po' (-0,1%) e gli investimenti diminuiscono dell'1,1%. Se l'economia cresce vuol dire che è trainata dalle esportazioni e dalla spesa pubblica.

Con i tagli del governo consumi e investimenti rischiano di deprimersi ancora di più, e questo nel momento in cui servirebbe un aumento del PIL per ridurre il rapporto debito/PIL.

Se il PIL non sale, è difficile che il rapporto debito/PIL migliori e che si riducano le sofferenze delle imprese o che diminuisca la disoccupazione.

Se la domanda interna non aumenta, ma forse diminuisce, cosa può far salire il PIL?

Restano le esportazioni, ma le prospettive non sono buone. Infatti anche i governi di Francia, Regno Unito e Germania stanno intervenendo per contenere i deficit allo stesso modo. La domanda di questi paesi crescerà di meno e ne risentiranno anche le importazioni dall'Italia, ovvero le nostre esportazioni.

Facile dunque prevedere che il nostro PIL, che deve crescere per far scendere il rapporto debito/PIL, rallenterà. Con un pò di fortuna sarà positivo a fine 2010, ma di poco.


09 giugno 2010

La confusione in Chiesa


No, non sto parlando della Chiesa, anche se Benedetto XVI ce l'ha messa tutta per confondere le idee in tema di finanza. Sto parlando di Giulietto Chiesa che in questo articolo spiega che siamo in mano a una elite di banchieri che piegano il mondo agli interessi del consumatore sovraindebitato americano.

Un articolo poco convincente, che non spiega perchè i mercati sono crollati. Se era interesse di qualcuno far pagare al resto del mondo il debito americano sarebbe stato interesse far funzionare bene le economie: se chi deve pagare se la passa male, si rischia che non paghi.

Un paio di passaggi in particolare dimostrano la debolezza dell'analisi di Chiesa.

Il primo dice che i mercati finanziari sono crollati per conto proprio. Il secondo osserva che Giappone e Argentina sono usciti bene dalla crisi nazionalizzando il debito statale.

Ora, non solo il Giappone deve ringraziare l'elevato risparmio interno che finanzia un debito pubblico elevatissimo, attorno al 200% del PIL. Ma come non ricordare che l'Argentina è fallita, che le conseguenze hanno colpito soprattutto i più poveri, i redditi bassi mentre i vantaggi da sempre in quel paese sono stati esclusiva dei ricchi che hanno contrastato con ogni mezzo, anche dopo il default, i tentativi di far pagare le imposte.

E come non ricordare che l'Argentina ha cercato di superare le contraddizioni economiche proprio con operazioni sulla moneta (la parità peso-dollaro) che, una volta diventate insostenibili, hanno provocato il disastro economico.

Le fughe di capitali hanno innescato la crisi economica iniziata nel 2008, replicando uno scenario già visto in Asia 10 anni prima. I mercati finanziari non sono "crollati in proprio", come spiega Chiesa (brutto modo per dire che non si sa il perchè sia successo), ma perchè chi aveva prestato soldi agli americani, vedendo rischi crescenti ha portato via precipitosamente i capitali, lasciando molte imprese senza la possibilità di finanziarsi

Lo testimonia la tabella che trovate qui. Si elencano decine di banche e imprese che hanno prima ricevuto dallo stato e poi restituito allo stato centinaia di miliardi di dollari. La ragione è semplice: a un certo punto i capitali sono fuggiti. Le imprese, non potendo più finanziarsi sui mercati, si sono rivolti ai governi, salvo restituire i soldi una volta che sono tornati disponibili i capitali sui mercati.

In Europa in questi mesi sta succedendo la stessa cosa. Sono sotto tiro gli stati. La Grecia non trova capitali sui mercati finanziari e deve chiederli agli altri partner europei.

Non occorrono dunque complicate teorie che coinvolgono banche centrali, banche private, elite misteriose e quant'altro per spiegare cosa succede, nè per trovare i colpevoli o esprimere dubbi sui piani per affrontare le crisi.

Basterebbe rispolverare Keynes o la Tobin tax o leggere Stiglitz per capire quali danni può provocare la liberalizzazione del mercato dei capitali e per capire dove trovare le spiegazioni e le soluzioni per quanto sta accadendo.

E neppure occorre tirare in ballo misteriose elite di banchieri per spiegare che da decenni prevale in quasi tutti i paesi occidentali una politica di destra, conservatrice, liberista che ha come fine principale, anche se spesso non lo si dice, la redistribuzione della ricchezza a favore dei più ricchi e a sfavore dei più poveri. Basterebbe leggere L'America in pugno di Susan George, Feltrinelli, per capirlo. Poi, se non basta, si può sempre inventare una nuova teoria, magari meno confusa di quella offerta da Giulietto Chiesa.

05 giugno 2010

Le frottole sul signoraggio 2.3


Aggiornato il testo, per comodità e precisione si consiglia sempre di fare riferimento al seguente link:

04 giugno 2010

PIL: l'Italia meglio di altri?

La notizia è questa: il PIL italiano è salito nel primo trimestre 2010 dello 0,5% contro lo 0,1-0,2% di Francia e Germania e fa meglio della media UE, secondo corriere.it.

Dati positivi di cui andar fieri? Non proprio.

Le statistiche arrivano da Eurostat e quindi andiamo a cercare la fonte che troviamo qui.

A pagina 3 ci sono le statistiche e notiamo che la pagina è divisa in due. A sinistra la variazione del PIL rispetto al trimestre precedente e quindi la variazione del primo trimestre del 2010 (Q1) rispetto all'ultimo del 2009 (Q4), la variazione del quarto rispetto al terzo (Q3) e così via.

A destra invece la variazione del PIL di un trimestre rispetto allo stesso trimestre di un'anno prima.

Cosa dicono i dati?

Se confrontiamo il primo trimestre 2010 con l'ultimo del 2009, l'Italia fa meglio di Francia e Germani. Noi saliamo dello 0,5%, mentre la Francia dello 0,1% e la Germania dello 0,2%.

Se confrontiamo il primo trimestre 2010 con il primo trimestre 2009, noi italiani possiamo vantare solo un +0,6% contro l'1,2% della Francia e l'1,5% della Germania. Siamo messi peggio, anche se i giornali non paiono essersene accorti.

L'Italia in questo momento cresce più rapidamente, ma nell'ultimo anno Francia e Germania hanno fatto meglio.

Come si spiega tutto ciò?

Guardiamo la colonna di sinistra. La Francia e la Germania fanno registrare solo dati positivi, mentre in Italia il secondo e il quarto trimestre del 2009 sono stati peggiori dei precedenti.

Ciò significa che Germania e Francia, a partire dal secondo trimestre, hanno ripreso a salire senza mai tornare indietro. Segno che la politica economica e le scelte di imprese e sindacati stanno dando buoni risultati. Invece da noi il calo del PIL è terminato più tardi, nel secondo del 2009 (aprile-giugno), e solo nella seconda metà del 2009 è iniziata la ripresa, subito interrottasi nell'ultimo periodo dell'anno.

Insomma è in questo momento andiamo più forte degli altri, ma nell'ultimo anno abbiamo fatto peggio. Sembriamo meno capaci di reagire alle difficoltà e pare più probabile che in futuro la nostra economia possa tornare in recessione. Francia e Germania infatti nel 2009 hanno fatto registrare 3 trimestri positivi su 4 (rispetto al trimestre precedente). Noi solo uno, segno evidente di politiche economiche e di imprese meno capaci di reagire alle difficoltà dei mercato.



Famiglia Cristiana sulla manovra

Da Dow Jones Newswires:

"Stupisce l'assenza della dimensione familiare. I tagli incideranno in maniera indifferenziata sulle famiglie, quando invece dovrebbero essere commisurati al carico familiare. Ma se mandiamo all'aria la famiglia arriviamo al suicidio demografico".

E' quanto si legge in un editoriale che Famiglia Cristiana dedica alla manovra correttiva del Governo dal "devastante impatto sociale" e intitolato "Una meraviglia di manovra che colpisce le famiglie". Secondo il settimanale cattolico, "l'unico intoccabile tabu' rispettato dal Governo resta l'aumento delle tasse, in un Paese in cui, evasori totali a parte, pochissimi contribuenti denunciano piu' di 100.000 euro di reddito all'anno".

"La vicenda di questa manovra - prosegue l'editoriale - coincide con una campagna giornalistica sul tramonto del welfare state. Le pensioni, l'assistenza sanitaria pubblica, la diffusione dei servizi per l'infanzia e per le invalidita' di ogni genere, le tutele del lavoro fino alla difesa del posto fisso ormai mitico, sono oggi considerate da quella pubblicistica come sprechi da cancellare e tranquillamente accettate dai Governi come non piu' sostenibili, e affidate ideologicamente al mercato. Quello stesso mercato senza regole che ci ha regalato la pesante crisi. Mentre - conclude l'editoriale - e' rimasta solo la Chiesa a parlare di bene comune".

Gli sprechi che non si tagliano

Guardate questo video. Un acquazzone e centinaia di carabinieri fuggono alla ricerca di un riparo.

Ma cosa stavano facendo questi dipendenti pubblici? Preparavano la celebrazione del 196° anniversario della fondazione dell'Arma dei Carabinieri.

Non il 200°, no, il 196°, che è uguale al 195° e al 194° e al 197°.

Ogni anno si celebra la fondazione dei Carabinieri, della Polizia, della Guardia di Finanza, dei Vigili del Fuoco, delle varie armi delle forze armate e chi più ne ha più ne metta. Non importa se il 181° anniversario è solo routine e non c'è alcun significato particolare. Lo si celebra e basta.

Poi ci sono altre varie parate, come quella del 2 giugno. Un'assurdità, perchè il 2 giugno è il giorno del referendum che ha deciso la fine della monarchia e la trasformazione dell'Italia in una Repubblica.

Come celebrarlo? L'Italia non ha molte vittorie militari di cui andare orgogliosa, e così si fanno marciare migliaia di militari in un giorno che non c'entra con le forze armate.

Con tanto di prove, e gente a cavallo o in auto, con i fucili, gli sci, le jeep, i carri armati e, in cielo, le frecce tricolori, che costano, solo di carburante, una cifra incredibile.

Migliaia di ore di lavoro perse da chi dovrebbe difendere gli italiani da pericoli vari e invece diventa per qualche giorno, senza volerlo, un lavoratore dello spettacolo, impegnato a cantare l'inno o a suonare la tromba correndo.

Sarebbe un bel segnale abolire la celebrazione del 196° anniversario della fondazione dei Carabinieri, e anche dei successivi, saltando al 200°, per poi fissare le celebrazioni ogni 5 o, meglio ancora, 10 o 25 anni.

Se potessimo immaginare i Carabienieri impegnati a correre dietro ai delinquenti e non a fuggire dalla pioggia, i tagli, i sacrifici e le manovre avrebbero un altro sapore. Meno amaro.

02 giugno 2010

Le cretinate di MISTERO, oltre ogni demenza


Per salvare la Grecia dalla crisi, la comunità europea deve stampare 500 miliardi di euro. Chi stampa queste banconote?
Incomincia così la puntata di MISTERO, andata in onda ieri sera su reti Mediaset. Conscio del fatto che tutto ciò che si è detto è solfa già conosciuta, purtroppo, e che ogni ulteriore parola spesa è fatta solo a titolo sportivo, dal momento che alcune cretinate e demenze, mi si passino i termini, meriterebbero solo indifferenza, vediamo se c'è qualche interessante novità nel panorama nazionale del complottismo signoraggista.
Titolo del segmento: "Chi guadagna con i nostri soldi?" ci guadagna chi li riceve, solitamente con la cessione di un servizio o prodotto. E' questo il concetto, perlomeno in ambito finanziario. Si susseguono le già trattate immagini di Zeitgeist.
La puntata prosegue con un filmato già conosciuto in rete, di un certo Adam Kadmon. Racconta le solite cose: stampando banconote "a debito" il debito pubblico sale senza poter essere mai saldato. Parte un filmato con l'immancabile buonanima di Giacinto Auriti, professore della Facoltà di Giurisprudenza di Teramo. Il presentatore intervista l'avvocanto Pimpini, discepolo di Auriti:

Il prof. Auriti ha sostituito la moneta di banca con una moneta di popolo, che era di proprietà di chi l'aveva in tasca.

Bene, allora perchè l'avvocato non cerca di provare, anche giuridicamente, il fatto che la banconota di 50 euro, che al momento è nella mia tasca, non sia mia?
Ma, meno ingenuamente, chi afferma che la monete è "prestata" o "venduta"? Esiste qualche manuale o testo in materia che afferma qualcosa di simile? Come già abbiamo risposto in precedenza, le banconote non sono affatto vendute. Sono immesse in circolo un pò come l'acqua che viene immessa, in un'auto, nel circuito di raffreddamento, e lì circola per raffreddare il motore. Quindi l'esimio avvocato può tranquillamente mettersi l'anima in pace e pensare ad arrovellarsi con altri problemi esistenziali.

Perchè lo stato si ribella quando noi stampiamo i nostri soldi? Domanda il presentatore.

Perchè non si può stampare moneta come ci gira la testa, la base monetaria solitamente aumenta al crescere della produzione e delle economie. Se la produzione di moneta è troppa c'è il rischio che l'economia funzioni peggio del previsto (un pò come succede se l'acqua è poca nel radiatore): creando troppa moneta c'è troppo credito. I soldi prestati servono ad acquistare più beni e servizi e l'eccesso di domanda fa salire i prezzi.
Quali sono secondo l'avvocato Pimpini le soluzioni a queste inesistenti problematiche? Ascoltatele dal video, e poi ditemi se non sono comiche. Non so voi, ma io non acquisterei nemmeno un'auto usata da questo tipo.

Le cretinate colossali si susseguono: JFK e Lincoln furono assassinati perchè furono gli unici a tentare di restituire la moneta al popolo facendola stampare direttamente dal governo invece che dalla Federal Reserve. Tralascio una possibile risposta. E' più credibile che io sia stato rapito e violentato da un alieno.
Poi il presentatore con lo strano uso della pronuncia italiana si dirige da David Icke, uno dei principali complottisti mondiali, per altri chiarimenti sul signoraggio, un pò come se andassi da Pacciani per fargli qualche domanda sulla medicina ginecologica.
Come già ricordato nel post sulle tesi di laurea, Icke in alcuni spettacoli sosteneva che l'intera umanità è governata da alcuni serpentoni poco gentili. Bhè, una fonte altamente scientifica direi. Di seguito ecco cosa, in soldoni, afferma Icke nel video: una banda di Illuminati controlla tutte le banche e tutta l'economia fin nei minimi dettagli e quindi anche la borsa, la maggiorparte del denaro non esiste perchè è solo "elettronico", sulla banconota del dollaro c'è l'antico simbolo degli illuminati e quindi è una evidenza circa coloro che controllano tutto, il denaro non esiste se non nel pensiero, le banche creano a loro piacimento soldi elettronici "dal nulla", gli interessi sono un mercato di controllo e un mezzo per creare debiti che durano per sempre, le crisi economiche sono create appositamente per poi arrivare a giustificare la creazione di una banca unica e di un'unica valuta mondiale.
La chiusa è affidata alla suggestiva perla di Tremonti al TG1.

In conclusione niente di nuovo, con la variante fondamentale, però, che queste cretinate vengono trasmesse in prime time su una tv generalista.

Parafrasando un recente Massimo D'Alema, unica cosa che, a questo punto, mi vien da dire è: "Andate a farvi fottere".