27 febbraio 2013

Italia nei guai, Spagna che trema


Io pur avendo il privilegio di scrivere in questo blog, non sono affatto un esperto d'economia (a differenza degli altri autori), quindi non mi avventurerò in analisi complesse sulle possibili ripercussioni per l'Europa di un'eventuale protrarsi di questa situazione di paralisi in cui s'è cacciata l'Italia.

Mi limito però a segnalare che tutti i TG spagnoli sono molto preoccupati, e chiaccherando per strada la frase che si sente spesso è "como los politicos italianos no lo arreglen..se van a cargar toda Europa" ovvero che se i politici italiani non risolvono in qualche modo questa situazione portano nel baratro tutta l'Europa. E viste le dure difficoltà in cui si muove la stessa Spagna, sembra che la preoccupazione sia molta.

Mi chiedono cosa stia succedendo in Italia...E...detto fra noi (italiani intendo), mi vergogno non poco a spiegarlo.

Credo che in Europa la  preoccupazione per l'Italia sia molta..

26 febbraio 2013

Il primo costo

Le elezioni hanno lasciato una situazione difficile al Senato. Niente maggioranza in una delle due camere, a causa di una legge elettorale cervellotica.

Quanto ci costa?

La borsa di Milano è scesa di quasi il 5% in un solo giorno, colpendo soprattutto le banche. Un crollo di quasi il 9% se si considera il livello raggiunto ieri, quando le borse speravano in una maggioranza solida. Decine di miliardi in meno di capitalizzazione, oltre 100 a livello europeo.

Domani è un altro giorno e la borsa potrebbe risalire, recuperando i valori di qualche giorno prima.

Ma c'è un dato certo. Stamattina s'è tenuta l'asta dei BOT a sei mesi. 8,75 miliardi di euro emessi, con tassi saliti dallo 0,731% all'1,237%. Oltre mezzo punto in più, ovvero oltre 22 milioni per sei mesi in più da sborsare per lo Stato.

Non male come inizio.

25 febbraio 2013

Elezioni e pericoli

Qualche giorno fa avrei voluto chiedere: dove arriverà lo spread martedì?

Poi ho pensato a altro e non l'ho scritto, perdendo l'occasione di dire: ve l'avevo detto...

I dati che stanno affluendo dicono che probabilmente non ci sarà maggioranza al Senato, con la conseguenza che l'Italia sarà in balia della speculazione. Lo spread salirà, probabilmente, a livelli preoccupanti. Il voto ci costerà miliardi di interessi in più, oltre a un'altra campagna elettorale, polemiche, promesse ecc.

Insomma ci siamo messi in un guaio enorme. Per colpa di chi fa leva sull'irresponsabilità (Grillo) o su argomenti secondari (Ingroia), chi è troppo responsabile (Pd), chi è interessato solo a se stesso (Berlusconi, la Lega) e chi sentendosi superiore ha cercato di fare l'ago della bilancia (Monti) non comprendendo gli effetti sull'assegnazione dei seggi, prodotto da un'assurda legge elettorale.

Insomma non si salva nessuno. Il prezzo lo pagherà nel 2013 l'italiano medio.

24 febbraio 2013

Inflazione, in concreto


Effetti dell'iperinflazione nella Somalia del nord (Somaliland): ogni pacchetto equivale a pochi dollari

23 febbraio 2013

I conti della Spagna

Fino a qualche tempo fa la Spagna era un paese che cresceva più dell'Italia e aveva un debito tutto sommato modesto, attorno al 60% del PIL, contro un debito superiore al 100% del nostro paese.

Poi è arrivata la crisi, è crollato il settore immobiliare portandosi dietro il resto dell'economia, tra cui le banche, che avevano prestato somme gigantesche a imprenditori immobiliari che all'improvviso non sapevano più a chi vendere i loro appartamenti.

Oggi la situazione dell'economia spagnola è preoccupante. Disoccupazione elevata, banche in crisi, settore immobiliare ancora più in crisi, proteste contro i tagli alla spesa pubblica attuati dal governo Rajoy, sospettato anche di aver incassato fondi neri.

Ci sono tre numeri preoccupanti che sintetizzano le difficoltà della Spagna.
Il deficit del 2012 ha superato il 7% al netto dei soldi spesi per salvare le banche, considerando i quali il deficit sale al 10,2%.

Gli spagnoli hanno, dunque, speso un 3% del loro PIL per salvare il sistema bancario.

Infine,  si prevede che il prossimo anno il debito raggiungerà la quota simbolo del 100% del PIL, limite destinato a essere superato velocemente, considerati i deficit elevati.

A questi dati si aggiungono un tasso di disoccupazione elevatissimo e una previsione di calo del PIL del 1,4% per il 2013.

Insomma l'economia spagnola è messa male, peggio di quella italiana, e le prospettive non sono certo positive, visto il deficit elevato e il debito che sta raggiungendo livelli "italiani"




22 febbraio 2013

Rimborso IMU e spread

Silvio Berlusconi la spara grossa: s'è inventato una lettera che assomiglia a quelle che spedisce il fisco, in cui spiega agli elettori che se vincerà, abolirà l'IMU sulla prima casa e restituirà quella pagata nel 2012.

Per mantenere la promessa, Berlusconi dovrebbe trovare 8 miliardi circa: 4 per abolire l'IMU nel 2013 e 4 miliardi per restituire quella del 2012.

La cosa paradossale è che il buco da colmare con l'IMU l'ha creato proprio Berlusconi. Come?  Non facendo nulla nel 2011 per impedire che lo spread salisse alle stelle.

L'Europa, la BCE, il FMI chiedevano all'Italia di mettere in sicurezza i conti pubblici. Berlusconi ha fatto mille proposte, bocciate da una maggioranza che non voleva inimicarsi gli elettori, e così le banche di mezza Europa si sono liberate dei titoli pubblici italiani, diventati improvvisamente a rischio di insolvenza.

Lo spread, come sappiamo, è salito alle stelle trascinando i tassi di interesse sulle nuove emissioni di titoli.

Nel 2012 l'Italia ha rinnovato titoli pubblici per 440 miliardi di euro. Un punto percentuale in più, ovvero 100 punti di spread, voglion dire 4,4 miliardi in più di spesa per interessi. Una maggior spesa probabilmente maggiore, di cui è responsabile il governo Berlusconi, colpevole di non essersi mosso quando lo spread saliva rapidamente e tutti invocavano un intervento sui conti per garantirne la solidità.

Se Berlusconi si fosse mosso per mettere a posto i conti, non solo avrebbe salvato il posto ma la spesa per interessi sarebbe, oggi, più bassa, e ci sarebbero le risorse per evitare, in tutto o in parte, l'IMU sulla prima casa.

Paradossamente oggi Berlusconi vuol togliere l'IMU e restituire quella già pagata, creando forse le condizioni per un altro peggioramento dello spread e quindi per un nuovo aumento della spesa (pubblica) per interessi.

21 febbraio 2013

Qualche idea sulla vicenda Giannino

Dopo il master, dal curriculum di Giannino sono scomparse pure due lauree. Giannino ha creato un partito che predica la meritocrazia, ma come tanti che invocano il merito non è certo un esempio per gli altri.

Anzi, sembra che la retorica meritocratica sia inversamente correlata alla qualità di chi parla di meritocrazia: chi ha meno qualità dedica molto tempo a parlare di meritocrazia.

Ho sostenuto più volte che dietro talune teorie economiche ultra-liberiste non c'è molto. Si prendono alcune teorie e si finge che abbiano un fondamento o che siano elaborate da prestigiosi economisti. E magari si considera economista chi parla di economia senza averla mai studiata, ma sembra autorevole.

C'è da sperare che i giornali e le televisioni smettano di chiedere un parere a chi  sembra autorevole e indipendente e invece è solo un politicante e neanche di successo.

Fare per fermare il declino e la vicenda Giannino sono dunque una fortuna, come avevo spiegato un mese fa (vedi qui).

E poi mi chiedo: che Italia è quella in cui un personaggio con un curriculum inventato dà lezioni, partecipa ben pagato a un'infinità di iniziative come esperto autorevole?

C'è da essere preoccupati, soprattutto se, come probabile, prima o poi Giannino spiegherà di aver pagato caro la scelta di essere onesto, dimenticando di essersi arricchito grazie a altre scelte, non proprio onestissime.

Infine, c'è un particolare interessante: alcuni utenti di Wikipedia avevano scoperto nel 2011 che Giannino non aveva conseguito alcun master, e c'erano parecchi dubbi pure sulle lauree.

Come ho scritto in diverse occasioni, spesso i dati sono a disposizione, ma occorre cercarli. Pochi lo fanno, con buona pace di Beppe Grillo, che pensa che mettere i dati in rete garantisca controlli e lo smascheramento del furbetto di turno.

19 febbraio 2013

No hay pan...pa' tanto chorizo!

Un ottimo salume spagnolo che vi consiglio d'assaggiare se passate dalla penisola iberica è il chorizo.
Tuttavia nelle numerose manifestazioni contro il governo risuona da tempo lo slogan "non abbiamo abbastanza pane per così tanto chorizo".
Questo perché nel linguaggio corrente un chorizo è anche un truffatore, un ladro.
Di qui il doppio-senso ironico dello slogan.

L'idea di  base è sempre la stessa diffusasi dall'inizio delle proteste: "no falta dinero, sobran ladrones", non è che mancano i soldi, è che abbondano i ladri.

Insomma è una lamentela molto diffusa che prima di chiedere sacrifici ai cittadini onesti, bisognerebbe reprimere evasori e ladri di fondi pubblici, i"chorizo" insomma.

Uno d'essi è situato proprio sul fulcro del partito di governo.
Si tratta d'una possibile tangentopoli spagnola: Barcenas, il tesoriere del PP è infatti  sotto processo per evasione fiscale e corruzione, beccato con 22 milioni d'euro in Svizzera di dubbia provenienza.
Contestatissima la reazione del governo che si rifiuta di rispondere alle domande dei giornalisti chiudendosi nel silenzio.
Il presidente Rajoy ha risposto alle interrogazioni parlamentari dell'opposizione dribblando le domande promettendo a breve decreti e programmi contro la corruzione.

Nonostante ciò il buon Mariano una frase che ha fatto scalpore sì che se l'è lasciata scappare [el caso Barcenas] "le puede estallar al gobierno", ovvero che quello che sta accadendo potrebbe far saltare il governo!
Difficile secondo me.

Tuttavia sorge una riflessione riallacciandoci agli slogan delle manifestazioni: se davvero a partire da ora il governo spagnolo s'impegnerà a fondo  contro la corruzione, (condizionale d'obbligo), sarà interessante vedere se davvero possono essere prese misure tali da migliorare l'economia o ridurre il deficit senza bisogno di imporre grossi sacrifici alla popolazione come chiedono los indignados.
Questione che potrebbe interessare anche all'Italia.
Staremo a vedere...

Maggiori informazioni in spagnolo:

http://www.elmundo.es/elmundo/2009/02/25/espana/1235582143.html

18 febbraio 2013

Clamoroso Oscar (Giannino)

I sondaggi dicono che il partito di Oscar Giannino, appoggiato da molti ultra liberisti, primi fra tutti Michele Boldrin, Luigi Zingales e gli esponenti dell'Istituto Bruno Leoni, difficilmente entrerà in Parlamento.

E ancora più difficile sarà il percorso elettorale del partito di Giannino dopo l'abbandono di Luigi Zingales, che sosteneva fino a qualche ora fa Fare per fermare il declino.

Intendiamoci: il sostegno di Zingales, Boldrin e altri appariva debole. Non erano candidati. Preferivano il certo, ovvero il loro lavoro, all'incerto, l'elezione.
 
E appariva un'elezione senza speranza, utile più a sventolare la bandiera ultra-liberista che a portare qualcuno davvero in Parlamento.

Poi è arrivata la svolta clamorosa: Zingales ha deciso di lasciare Fare per fermare il declino, perchè Giannino ha mentito sul suo curriculum.

A Repubblica TV Giannino aveva detto, qualche giorno fa, di aver fatto un master a Chicago. Sul sito di IBL la biografia di Giannino non c'è più, ma resta la copia cache dove si può leggere: "Oscar Giannino è laureato in giurisprudenza ed economia e ha conseguito il diploma in Corporate Finance e Public Finance presso la University of Chicago Booth School of Business"

Un falso, secondo Zingales. Giannino, scoperto, conferma, spiegando di aver fatto solo un corso di inglese a Chicago.

Se qualcuno pensava di votare il bizzarro Giannino, forse cambierà idea. Chissà se capirà di aver rischiato di essere strumentalizzato da propagandisti un pò goffi, molti dei quali parlano di economia senza averla mai studiata.

16 febbraio 2013

Il giusto livello



Qual è il giusto livello di tassazione? Io è una vita che me lo chiedo. E ancora non sono riuscito a trovare una risposta esauriente. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza.

Innanzi tutto bisogna porre un'importante differenza tra ricchezza e reddito. Se io ho 100.000 Euro in banca (o una casa del valore equivalente), ho una ricchezza di 100.000 Euro. Questo non dice nulla sul mio reddito, cioé le mie entrate annue. Se il mio stipendio è di 20.000 Euro l'anno netto (per semplicità), il mio reddito sarà di 20.000 Euro.

Quindi io avrò una ricchezza di 100.000 Euro e un reddito annuo di 20.000 Euro. Il primo problema è tassare la ricchezza o il reddito?

La ricchezza produce molto spesso reddito: se ho 100.000 Euro in banca produrrà interessi attivi. Questi sono reddito e in quanto tali sono tassati (al 20%). Se sono proprietario di una casa potrebbe essere affittata e l'affitto sarà tassato in maniera ordinaria o geniale (con la cedolare secca).

Esempi sono: ho uno stipendio e questo è tassato con l'IRPEF(tassa sul reddito). Ho un terreno incolto e questo è tassato con l'IMU (tassa sulla ricchezza, altrimenti detta patrimoniale).

Ma non finisce qui, anzi, inizia qui.

Lo stato tassa il consumo di beni e servizi (l'IVA), il reddito prodotto dalle società di capitali (l'IRES), i trasferimenti di ricchezza e patrimoni (imposta di registro), la produzione di materie prime (accise), tassa la produzione in maniera cervellotica (l'IRAP), per proseguire con tutta una serie di balzelli come l'imposta di bollo, o legate al medioevo come l'imposta sulla pubblicità o sulle insegne e così via.

Secondo come assortiamo in ampiezza e profondità questo mix di tasse e imposte, otteniamo effetti profondamente diversi sulla società.

Innanzitutto è giusto tassare progressivamente il reddito: se ho un reddito di 10.000 Euro e mi tassano al 10% è già tanto perché con 9.000 Euro l'anno non ci campo, ma le cose cambiano molto se ho ad esempio 100.000 di reddito o 10 milioni.

Se però ho 10 milioni di reddito fino a quanto mi posso spingere a tassare il ricco di turno? il 43% (come attualmente in Italia) o anche il 60%, perché tanto gli rimarranno sempre 4 milioni per vivere?
E riuscirò poi a tassarli sul serio queste cifre come in Francia sta tentando con molti tentennamenti Hollande?

I ricchi come minimo tenteranno di fuggire oltre confine, come insegna Depardieu e la flotta di francesi che si è trasferita in Belgio.

Gli Stati Uniti, in maniera molto pragmatica, hanno scelto una strada molto differente, partendo dalle teorie di Laffer con la famosa curva, la cui teoria non condivido minimamente (per dirla alla Stiglitz è una "una teoria scarabocchiata su un foglio di carta"), hanno deciso di tassare al minimo i redditi e i patrimoni, con conseguente contrazione dei servizi resi dallo stato, puntando moltissimo sul recupero con le imposte indirette (l'IVA).

Il concetto è molto semplice: si tassano poco i redditi, ma molto di più i consumi e siccome i ricchi consumano molto più dei poveri, recupero una parte del gap di tassazione. Una parte, ovviamente, non tutto: se voglio sanità, scuola e trasporti gratuiti (o quasi) dubito fortemente che tale gap sia colmabile solo con le imposte indirette.

Inoltre le imposte indirette hanno il difetto di essere molto poco progressive.

Io da parte mia nel mix di tasse eviterei una imposta patrimoniale o soluzioni alla Hollande, anzi, io abbasserei le aliquote massime dell'IRPEF. Però per correggere la mancanza di progressività introdurrei una aliquota (Europa permettendo) IVA sui beni di lusso del 35%.

Se compro una Ferrari, potrò ben permettermi di pagare qualche euro in più di IVA allo stato, no?