14 dicembre 2020

Paolo Rossi

Sapevate che Paolo Rossi è stato, per qualche tempo, il giocatore più valutato in Italia?

Nella storia del calciatore che dopo due anni di squalifica fece 6 gol al Mondiale, regalando la vittoria all'Italia, ci sono anche episodi che raccontano che il calcio non è poi cambiato molto negli ultimi 40 anni e oltre.

Per tre anni, dal 1976 al 1979 Rossi è legato al Vicenza che allora si chiamava Lanerossi Vicenza. Aggirando le regole sulle sponsorizzazioni, la società veneta aveva messo il nome nello sponsor nella denominazione sociale.

Rossi arrivava dalla Juventus che, dopo averlo scoperto e dopo tre infortuni che lo tengono fermo a lungo, lo cede al Vicenza in comproprietà, dopo un prestito al Como. Al momento di risolvere la comproprietà, il Vicenza offre 2,6 miliardi di lire contro meno di 1 della Juventus. 

Fino a quel momento il giocatore più pagato nella storia del calcio italiano era stato Savoldi. Un paio di miliardi pagati dal Napoli. Meno di quel che paga il presidente del Vicenza, Farina, per metà del cartellino di Rossi, che quindi vale oltre 5 miliardi di lire. 

Un'esagerazione alla fine degli anni '70, nel bel mezzo di una crisi petrolifera e del terrorismo. Anche per questo la Juventus, di proprietà Fiat, offrì poco. 

Il Vicenza si trovò nei guai, come succede anche oggi alle società di calcio che spendono troppo. Il presidente Farina le provò tutte, arrivando anche a vendere abbonamenti biennali per raddoppiare le entrate, ma alla fine fu costretto a liberarsi di Rossi (e di altri calciatori) che finì in prestito a Perugia per 700 milioni l'anno.

La Juventus, più prudente, nel 1981 si riprese Rossi, squalificato, per "soli" tre miliardi di lire per poi rinvenderlo a un prezzo maggiore qualche anno più tardi. 

Acquirente lo stesso Farina, che nel frattempo aveva acquistato il Milan senza perdere il vizio di esagerare. Il Milan finisce al Tribunale Fallimentare, che lo vende a Berlusconi, e Farina fugge all'estero per sottrarsi a un mandato di cattura.

Insomma il calcio non è poi tanto cambiato. Allora come oggi ci sono società che esagerano con le spese, giocatori sopravvalutati, bilanci in rosso, furbate, piccole disonestà.

29 novembre 2020

Cancellazione del debito?

Perchè l''idea di cancellare il debito pubblico causato dall'emergenza COVID è stata sonoramente bocciata dalla BCE?

Se si deve cancellare un debito, la prima domanda che viene in mente è: "Chi lo deve cancellare e con quali risorse?". Si può pensare che la risposta sia il creditore. E sappiamo che una parte non piccola del debito pubblico di molti paesi dell'area UE è nelle mani della BCE. Quindi potrebbe essere la BCE, che -suggerisce qualcuno- crea moneta dal nulla a cancellare il credito che ha verso gli stati ovvero una parte del debito pubblico?

La moneta creata dalla BCE come quella di tutte le banche centrali non è una ricchezza creata dal nulla. Altrimenti perchè non condonare tutto il debito pubblico e magari anche quello privato? 

Già, c'è il debito privato. Le banche centrali preferiscono acquistare titoli del debito pubblico. Sarebbe meglio, invece, se acquistassero titoli del debito privato, per esempio obbligazioni emesse da grandi aziende perchè queste spendono subito i soldi a disposizione e se gli si cancellasse il debito avrebbero indubbi benefici che trasferirebbero ai dipendenti, ai fornitori, ecc. L'economia funzionerebbe meglio, le crisi si risolverebbero prima. 

Ma questo non succede perchè i titoli del debito privato sono meno sicuri (e quindi le banche centrali non li comprano) e perchè, come detto, la BCE non crea ricchezza dal nulla, quando crea moneta.

Quando compra titoli di stato, accredita l'importo dell'acquisto sui conti delle banche che li vendono. Nel bilancio della banca centrale, la moneta finisce nel passivo dello stato patrimoniale della banca, mentre il titolo del debito pubblico finisce nell'attivo, proprio come succede nel bilancio di una impresa con un credito verso un cliente o un immobile.

Se il cliente non paga, l'impresa subisce una perdita, e lo stesso vale per la BCE. Se lo Stato non paga perchè il debito pubblico è (in parte) cancellato, la BCE subisce una perdita. Che non può compensare con una creazione di ricchezza che non esiste. Il reddito della BCE sono gli interessi pagati dagli stati sui titoli. Soldi che finiscono agli stati, tramite le banche centrali nazionali.

Quindi la BCE potrebbe al massimo rinunciare ai propri profitti o usare le riserve, vale a dire soldi messi da parte per garantire la politica dei cambi. Come dire che metto da parte soldi per le emergenze. Se li uso e poi ne ho bisogno, cioè se c'è un'emergenza cosa succede? Son costretto a vendere casa andando a dormire sotto un ponte?

Usare i profitti per condonare un debito, vuol dire creare un buco nelle entrate degli stati. 100 miliardi in meno di debito - supponiamo- e 100 in meno di entrate... 

Usare le riserve significa rinunciare a uno dei motivi per cui esiste la BCE: garantire una moneta stabile. Obiettivo per raggiungere il quale servono riserve ingenti. L'euro sarebbe in balia della speculazione con effetti imprevedibili sui commerci, la ricchezza, i flussi di capitali.

Insomma la bacchetta magica contro il debito pubblico non esiste e quella di David Sassoli è stata un'uscita infelice. 

11 novembre 2020

Vaccino Pfizer e vaccino russo

 L'annuncio, lunedì, che il vaccino Pfizer funziona al 90% ha fatto impennare gli indici di borsa. E l'annuncio di un vaccino russo efficace al 92% ?

Ecco il grafico. A sinistra la reazione dell'indice della borsa di Milano e a destra... la borsa non ha reagito all'annuncio dei russi. 

Questioni di credibilità.




08 novembre 2020

La pessima idea di tagliare gli stipendi statali

 Nel bel mezzo di una pandemia che costringe a stare chiusi in casa e causa infinite incertezze personali e economiche, qualcuno ha lanciato l'idea di tagliare gli stipendi statali e magari le pensioni, per riequilibrare i conti o trovare le risorse per aiutare chi si trova a dover chiudere la propria azienda a causa del Covid19.

E' un'idea pessima e cerco di spiegarvi il perchè.

La crisi ha causato un crollo del PIL perchè molte attività economiche sono state costrette a sospendere o a ridurre fortemente la produzione e la vendita di beni e servizi. L'economia in questi casi tende a avvitarsi su se stessa, ovvero la crisi di un settore si estende a un altro settore con un pericoloso effetto moltiplicativo: se i bar e i ristoranti sono costretti a chiudere, per esempio, i loro fornitori (di cibi e bevande, per esempio) sono costretti a diminuire la produzione e così succede ai loro fornitori. 

Per questo motivo si fa ricorso alla cassa integrazione e ad altri aiuti, che servono a compensare le imprese dei danni subiti a causa del lockdown. Non è solo un sostegno a persone e imprese colpite dagli effetti del lockdown ma un sostegno alla domanda.

Tuttavia l'economia con gli aiuti è uguale a quella di prima. 

Intanto perchè gli aiuti non compensano per intero i mancati guadagni, vale a dire la cassa integrazione non mette nelle tasche di chi la riceve gli stessi soldi che aveva prima del Covid19. 

Poi perchè non si può spendere come prima, viste le limitazioni causate dalla pandemia. Finchè la situazione non sarà risolta non potremo viaggiare in aerei affollati, non andremo in discoteca o al bar come facevamo prima.

Infine -ed è la ragione più importante- perchè la crisi economica causata dal Covid19 ha ridotto molte certezze, economiche e non. Chi riceve aiuti sa che il suo posto di lavoro o la sua impresa è a rischio. Spende quei soldi, certo, ma taglierà il superfluo, ridurrà i progetti di investimento o alcuni consumi. E lo farà anche quando la pandemia sarà superata e le principali incertezze spariranno. 

In questo contesto l'idea di ridurre stipendi pubblici e pensioni non può che essere una pessima. 

Come tutti, ma forse meno di altri, questi percettori di reddito consumano meno di prima, perchè sono meno le occasioni per spendere e perchè risparmiano in vista di future necessità (per esempio l'aiuto a un parente o spese mediche impreviste). Dire loro che i loro redditi potrebbero diminuire è un ulteriore invito a non consumare, proprio in un momento in cui l'economia avrebbe bisogno di certezze e di maggiori consumi.

I risparmi per i conti pubblici si tradurrebbero in altri termini in un calo generalizzato dei consumi e si farebbe ancora più fatica in seguito a tornare al livello precedente, con un maggior numero di imprese costrette a chiudere o fallite.

06 novembre 2020

Corso di Contabilità per principianti - 4 - i conti economici

Passiamo ora ai conti economici, che sono quelli comportano la registrazione di costi e ricavi.

L'impresa compra beni e servizi, sopportando dei costi

Poi li trasforma e vende altri beni e servizi, ottenendo dei ricavi.

Anche se in modo approssimativo, possiamo dire che il costo si verifica e va registrato nella contabilità quando l'impresa, acquistando un bene, riceve la fattura (o emette un altro documento, come la busta paga del lavoratore) e il ricavo si verifica e dev'essere registrato quando l'impresa, vendendo un bene, emette una fattura.

I costi si registrano in dare di un conto che indica la tipologia del costo. 

I ricavi invece si registrano in avere di un conto che può indicare la tipologia del ricavo.


Qualche nota.

La fattura è un documento emesso dall'impresa che vende un bene/servizio e destinato a quella che lo acquista, nel quale si specifica solitamente la tipologia dei beni/servizi venduti, il prezzo unitario, la quantità venduta. Per esempio 5 tonnellate di acciaio al prezzo di n euro la tonnellata, per un totale di N euro. 

Questa somma dev'essere registrata nella contabilità di chi vende (e quindi emette la fattura) e di chi compra (e quindi riceve la fattura). 

L'IVA invece non fa parte di costi e ricavi.

Periodicamente, per esempio una volta l'anno, l'impresa somma tutti i costi e tutti i ricavi e quindi l'utile, se i ricavi superano i costi o la perdita, nel caso in cui i costi superino i ricavi.

Infine ho specificato che i costi e i ricavi si registrano quando l'impresa riceve la fattura (costi) o la emette (ricavi) perchè sovente le imprese pagano le fatture in ritardo rispetto alla data di emissione.

Emissione e pagamento (quasi sempre) non avvengono in contemporanea e quindi registrazione della fattura e pagamento sono fatti diversi da non confondersi ai fini della registrazione contabile.

13 ottobre 2020

Il Nobel annunciato, nel 1996

Il Nobel 2020 per l'economia è andato a due docenti americani, Milgrom e Wilson per i loro studi teorici sulle aste che hanno però importanti ricadute pratiche, come le aste per l'assegnazione delle frequenze usate dalle compagnie telefoniche.

E' un premio che si inserisce nella tradizione dei premi degli ultimi 25 anni, almeno. Molti dei quali hanno mostrato aspetti particolari dell'economia, che non possono essere spiegati ricorrendo alla banalità della domanda e dell'offerta che si incontrano, ovvero sostenendo che le cose accadono ma non si sa bene il perchè. 

Come nel recente passato il premio è stato attribuito a chi ha messo in dubbio i fondamenti dell'economia classica, come l'esistenza di informazioni uguali per tutti. E non è un caso che un esperto di aste fosse William Vickrey, Nobel per l'economia nel 1996.

Allora venne assegnato per i contributi alla teoria degli incentivi in situazioni di asimmetrie informative cioè di informazioni diverse per i diversi soggetti che interagiscono. Tema, le asimmetrie informative, per cui vennero premiati nel 2001 tre economisti, Akerlof, Spence e Stiglitz.

Curiosamente nel 1996 il comitato del premio spiegò che gli studi di Vickrey hanno aperto un campo di studi che aveva portato ad applicazioni come le aste dei titoli di stato e delle frequenze (more recently, has also been extended to practical applications such as auctions of treasury bonds and band spectrum licenses).

In pratica un annuncio del premio del 2020.

29 settembre 2020

Corso di Contabilità per principianti - 3 - i conti monetari

Abbiamo visto che se si versano 100 euro su un conto corrente bancario, vengono registrati in dare del conto, mentre in avere si registrano i soldi che escono dallo stesso conto. Lo stesso vale per altri conti che svolgono la stessa funzione. 

Per esempio il conto cassa. Un'azienda ha un cassa per incassi e pagamenti di piccoli importi, oppure è un esercizio commerciale con molti clienti. Come per i conto corrente bancario quando l'impresa incassa 100 euro, li registra in dare del conto Cassa e quando paga usando i soldi in cassa (120 euro in questo caso) registra la somma in avere dello stesso conto.


Cassa e c/c bancario sono due conti simili. Appartengono ai conti detti monetari o finanziari. Per questi vale la regola che quando l'impresa incassa ovvero quando le somme entrano nel conto dell'impresa i soldi si registrano in dare e, viceversa, in avere quando le somme escono. 

Ci sono anche conti che registrano crediti e debiti. Funzionano allo stesso modo: quando l'impresa ha un credito, questo si registra in dare del conto che indica verso chi l'impresa ha un credito  


e quando sorge un debito per l'impresa si registra in avere di un conto che indica verso chi l'impresa ha un debito:


Perchè un credito si registra in dare proprio come un incasso? 

La ragione è semplice: se una impresa vende qualcosa può incassare subito l'importo della vendita e quindi registra in dare di un conto bancario o della cassa. Oppure può incassare i soldi in un secondo tempo, e allora si registra il credito come fosse un incasso cioè in dare. I crediti in fin dei conti sono (se i cliente sono solventi cioè se pagheranno) soldi che l'impresa incasserà in futuro.

Lo stesso vale per i debiti, che si registrano in avere, proprio come in avere registra il pagamento che comporta un'uscita di cassa o dal conto bancario o da un altro conto.

Un'ultima cosa. Se il credito si registra in dare di un conto, cosa succede quando il debito non c'è più perchè il cliente ha pagato?

Crediti e debiti si estinguono, con una operazione "speculare". Il credito che viene meno si registra in avere dello stesso conto. 

L'estinzione può anche essere parziale. Ad esempio il cliente paga solo 80. In questo caso al posto di 100, in avere registriamo 80 e il conto ci dice che l'impresa ha ancora un credito di 20: 


La stessa cosa funziona con i debiti. Quando il debito sorge, si registra in avere e quando si estingue, in tutto o in parte, la registrazione avviene in dare dello stesso conto:



27 agosto 2020

Corso di Contabilità per principianti - 2 - il Conto

Iniziamo dal conto, termine che può spingerci a pensare al conto corrente bancario o postale, usati per fare e ricevere pagamenti, versamenti, prelievi. Se il conto corrente (c/c per brevità) è quello di una impresa, le somme che entrano e escono devono essere registrate. Come?

Anzitutto prendiamo un foglio e dividiamolo in due parti uguali con una linea verticale. Oppure prendiamo due colonne in un foglio di calcolo su un computer.

Chiamiamo dare la colonna di sinistra e avere la colonna di destra, e diamo un nome al conto.

Quindi stabiliamo delle regole. 

Una somma si registra nella colonna di sinistra (in dare) quando viene versata sul conto. 100 euro possono entrate sul conto attraverso un bonifico, un versamento in contanti, un assegno, eccetera. Non importa come: in ogni caso la somma si registra in dare. Naturalmente insieme al versamento si registreranno altri dati, come la data e la causale, ma quel che importa qui è che se una somma entra in un conto si registra a sinistra cioè in dare. 

Se invece una somma esce dal conto, si registra in avere cioè nella colonna di destra. Accade in caso di pagamento con bonifico bancario o assegno o prelievo.

Ecco due esempi: 

1) versamento di 100 euro in contanti sul conto corrente bancario


 2) pagamento di 120 euro tramite il conto corrente bancario


Siccome il conto è lo stesso, dopo una serie di utilizzi, il conto apparirà così:


La differenza tra il totale in dare e il totale in avere indica il saldo del conto.

Dunque abbiamo imparato che un conto è diviso in due parti e che alcune somme si registrano in dare  (nella colonna di sinistra) e altre in avere (nella colonna di destra). 

Per ognuna delle poche categorie di conti impareremo quando una somma va in dare e quando in avere. Alla prossima!

24 agosto 2020

Corso di Contabilità per principianti -1- Introduzione

Vorrei provare a mettere insieme un corso di contabilità di base, destinato a chi non sa nulla di contabilità e quindi di bilanci e vuole imparane i principi di base. 

La contabilità che ci interessa riguarda l'impresa, che è un'organizzazione più o meno complessa che produce e vende beni e servizi e per farlo usa, e quindi acquista, altri beni e servizi.

Il panettiere produce il pane (e altri prodotti) e per farlo ha bisogno di prodotti come la farina, di macchinari, di lavoro, energia elettrica, di locali di produzione e vendita, e così via.

La contabilità delle sua impresa registra i ricavi, ovvero le vendite espresse non in kg di pane ma nel loro valore economico, e i costi sopportati per l'acquisto e l'uso di farina, ingredienti vari, energia elettrica, macchinari, lavoro dei panettieri, affitti, eccetera.

Periodicamente la contabilità dirà al proprietario della panetteria se i ricavi sono superiori ai costi, ovvero se il valore di quel che vende supera il valore degli acquisti, ma anche il valore dei debiti e dei crediti e molto altro.

Il compito della contabilità è registrare tutto questo in modo puntuale e veritiero, come vedremo in seguito.

18 agosto 2020

Cesare Romiti

Chi era davvero Cesare Romiti, per 25 anni al vertice di Fiat?

Come molti grandi colossi industriali, nel corso della sua storia Fiat ha attraversato momenti difficili in cui sono stati necessari enormi capitali per coprire le perdite e investire in nuovi prodotti. In uno di questi momenti, Mediobanca a cui per decenni le grandi imprese in difficoltà hanno chiesto aiuto,  ha mandato a Torino Cesare Romiti, col compito di rimettere ordine in un'azienda in crisi e di trovare le risorse per evitare guai peggiori.

Romiti ha svolto bene quel compito, difficile, difficilissimo visto il contesto, la crisi petrolifera nell'Italia degli anni '70 con i suoi forti contrasti sociali, e un contesto internazionale che rischiava di mettere in dubbio l'impiego dei capitali di Gheddafi a favore di Fiat. 

La marcia dei 40 mila, la ristrutturazione della Fiat con migliaia di licenziamenti, lo scontro coi sindacati, i rapporti con la Libia, sono fatti che possono essere giudicati in tanti modi ma fanno parte del lavoro del Romiti risanatore di Fiat. Doveva rimettere in sesto i conti, trovare i soldi e dare un futuro economico-finanziario e, comunque la si pensi, l'ha fatto.

Poi c'è stato un Romiti chiamato a fare scelte strategiche di lungo periodo, a decidere il futuro di Fiat come delle imprese e delle partecipazioni azionarie che, insieme ai figli, ha controllato e gestito dopo essere uscito da Fiat.

Questo Romiti non ha saputo fare grandi scelte. Ha cambiato il dna della Fiat, scontrandosi con Ghidella e alleggerendo il peso nell'automobile senza tuttavia dare un'identità al gruppo perchè le scelte finanziarie si sono rivelate perdenti, come quelle che ha fatto dopo essere uscito dall'azienda torinese.

E' prevalso in altri termini un Romiti "ragioniere", capace di fare i conti e tagliare i costi e poco capace di capire i prodotti, i mercati, e il futuro dei diversi settori economici.

A Gianpaolo Pansa che lo intervistava, spiegò che uscire da SEAT, ceduta a Volkswagen, voleva dire ridurre i debiti di Fiat ottenendo un risparmio nella spesa per interessi superiore all'utile pagato da SEAT a Fiat. 

Una scelta prudente che però si rivelò perdente perchè Romiti non capì che la Spagna, da poco uscita da una lunga dittatura, stava per diventare uno dei paesi economicamente più dinamici d'Europa e quindi SEAT sarebbe crescita a ritmi elevati. 

Anni dopo, Romiti espresse riserve sull'acquisto di Chrysler da parte di Fiat, citando le preoccupazioni di qualche anno prima quando Chrysler poteva essere acquistata da Fiat. Forse non comprendeva i vantaggi industriali e commerciali di entrare, grazie a un marchio famoso (Jeep), nel mercato americano. 

Insomma ci sono stati due Romiti. Quello che ha salvato un'impresa in grande difficoltà e quello che non è riuscito a dargli un futuro florido. Che invece altri, a cominciare da Marchionne, hanno disegnato.