13 ottobre 2020
Il Nobel annunciato, nel 1996
29 settembre 2020
Corso di Contabilità per principianti - 3 - i conti monetari
Abbiamo visto che se si versano 100 euro su un conto corrente bancario, vengono registrati in dare del conto, mentre in avere si registrano i soldi che escono dallo stesso conto. Lo stesso vale per altri conti che svolgono la stessa funzione.
Per esempio il conto cassa. Un'azienda ha un cassa per incassi e pagamenti di piccoli importi, oppure è un esercizio commerciale con molti clienti. Come per i conto corrente bancario quando l'impresa incassa 100 euro, li registra in dare del conto Cassa e quando paga usando i soldi in cassa (120 euro in questo caso) registra la somma in avere dello stesso conto.
Cassa e c/c bancario sono due conti simili. Appartengono ai conti detti monetari o finanziari. Per questi vale la regola che quando l'impresa incassa ovvero quando le somme entrano nel conto dell'impresa i soldi si registrano in dare e, viceversa, in avere quando le somme escono.
Ci sono anche conti che registrano crediti e debiti. Funzionano allo stesso modo: quando l'impresa ha un credito, questo si registra in dare del conto che indica verso chi l'impresa ha un credito
e quando sorge un debito per l'impresa si registra in avere di un conto che indica verso chi l'impresa ha un debito:
Perchè un credito si registra in dare proprio come un incasso?
La ragione è semplice: se una impresa vende qualcosa può incassare subito l'importo della vendita e quindi registra in dare di un conto bancario o della cassa. Oppure può incassare i soldi in un secondo tempo, e allora si registra il credito come fosse un incasso cioè in dare. I crediti in fin dei conti sono (se i cliente sono solventi cioè se pagheranno) soldi che l'impresa incasserà in futuro.
Lo stesso vale per i debiti, che si registrano in avere, proprio come in avere registra il pagamento che comporta un'uscita di cassa o dal conto bancario o da un altro conto.
Un'ultima cosa. Se il credito si registra in dare di un conto, cosa succede quando il debito non c'è più perchè il cliente ha pagato?
Crediti e debiti si estinguono, con una operazione "speculare". Il credito che viene meno si registra in avere dello stesso conto.
L'estinzione può anche essere parziale. Ad esempio il cliente paga solo 80. In questo caso al posto di 100, in avere registriamo 80 e il conto ci dice che l'impresa ha ancora un credito di 20:27 agosto 2020
Corso di Contabilità per principianti - 2 - il Conto
Anzitutto prendiamo un foglio e dividiamolo in due parti uguali con una linea verticale. Oppure prendiamo due colonne in un foglio di calcolo su un computer.
Chiamiamo dare la colonna di sinistra e avere la colonna di destra, e diamo un nome al conto.
Quindi stabiliamo delle regole.
Una somma si registra nella colonna di sinistra (in dare) quando viene versata sul conto. 100 euro possono entrate sul conto attraverso un bonifico, un versamento in contanti, un assegno, eccetera. Non importa come: in ogni caso la somma si registra in dare. Naturalmente insieme al versamento si registreranno altri dati, come la data e la causale, ma quel che importa qui è che se una somma entra in un conto si registra a sinistra cioè in dare.
Se invece una somma esce dal conto, si registra in avere cioè nella colonna di destra. Accade in caso di pagamento con bonifico bancario o assegno o prelievo.
Ecco due esempi:
1) versamento di 100 euro in contanti sul conto corrente bancario
2) pagamento di 120 euro tramite il conto corrente bancario
Siccome il conto è lo stesso, dopo una serie di utilizzi, il conto apparirà così:
24 agosto 2020
Corso di Contabilità per principianti -1- Introduzione
Vorrei provare a mettere insieme un corso di contabilità di base, destinato a chi non sa nulla di contabilità e quindi di bilanci e vuole imparane i principi di base.
La contabilità che ci interessa riguarda l'impresa, che è un'organizzazione più o meno complessa che produce e vende beni e servizi e per farlo usa, e quindi acquista, altri beni e servizi.
Il panettiere produce il pane (e altri prodotti) e per farlo ha bisogno di prodotti come la farina, di macchinari, di lavoro, energia elettrica, di locali di produzione e vendita, e così via.
La contabilità delle sua impresa registra i ricavi, ovvero le vendite espresse non in kg di pane ma nel loro valore economico, e i costi sopportati per l'acquisto e l'uso di farina, ingredienti vari, energia elettrica, macchinari, lavoro dei panettieri, affitti, eccetera.
Periodicamente la contabilità dirà al proprietario della panetteria se i ricavi sono superiori ai costi, ovvero se il valore di quel che vende supera il valore degli acquisti, ma anche il valore dei debiti e dei crediti e molto altro.
Il compito della contabilità è registrare tutto questo in modo puntuale e veritiero, come vedremo in seguito.
18 agosto 2020
Cesare Romiti
Chi era davvero Cesare Romiti, per 25 anni al vertice di Fiat?
Come molti grandi colossi industriali, nel corso della sua storia Fiat ha attraversato momenti difficili in cui sono stati necessari enormi capitali per coprire le perdite e investire in nuovi prodotti. In uno di questi momenti, Mediobanca a cui per decenni le grandi imprese in difficoltà hanno chiesto aiuto, ha mandato a Torino Cesare Romiti, col compito di rimettere ordine in un'azienda in crisi e di trovare le risorse per evitare guai peggiori.
Romiti ha svolto bene quel compito, difficile, difficilissimo visto il contesto, la crisi petrolifera nell'Italia degli anni '70 con i suoi forti contrasti sociali, e un contesto internazionale che rischiava di mettere in dubbio l'impiego dei capitali di Gheddafi a favore di Fiat.
La marcia dei 40 mila, la ristrutturazione della Fiat con migliaia di licenziamenti, lo scontro coi sindacati, i rapporti con la Libia, sono fatti che possono essere giudicati in tanti modi ma fanno parte del lavoro del Romiti risanatore di Fiat. Doveva rimettere in sesto i conti, trovare i soldi e dare un futuro economico-finanziario e, comunque la si pensi, l'ha fatto.
Poi c'è stato un Romiti chiamato a fare scelte strategiche di lungo periodo, a decidere il futuro di Fiat come delle imprese e delle partecipazioni azionarie che, insieme ai figli, ha controllato e gestito dopo essere uscito da Fiat.
Questo Romiti non ha saputo fare grandi scelte. Ha cambiato il dna della Fiat, scontrandosi con Ghidella e alleggerendo il peso nell'automobile senza tuttavia dare un'identità al gruppo perchè le scelte finanziarie si sono rivelate perdenti, come quelle che ha fatto dopo essere uscito dall'azienda torinese.
E' prevalso in altri termini un Romiti "ragioniere", capace di fare i conti e tagliare i costi e poco capace di capire i prodotti, i mercati, e il futuro dei diversi settori economici.
A Gianpaolo Pansa che lo intervistava, spiegò che uscire da SEAT, ceduta a Volkswagen, voleva dire ridurre i debiti di Fiat ottenendo un risparmio nella spesa per interessi superiore all'utile pagato da SEAT a Fiat.
Una scelta prudente che però si rivelò perdente perchè Romiti non capì che la Spagna, da poco uscita da una lunga dittatura, stava per diventare uno dei paesi economicamente più dinamici d'Europa e quindi SEAT sarebbe crescita a ritmi elevati.
Anni dopo, Romiti espresse riserve sull'acquisto di Chrysler da parte di Fiat, citando le preoccupazioni di qualche anno prima quando Chrysler poteva essere acquistata da Fiat. Forse non comprendeva i vantaggi industriali e commerciali di entrare, grazie a un marchio famoso (Jeep), nel mercato americano.
Insomma ci sono stati due Romiti. Quello che ha salvato un'impresa in grande difficoltà e quello che non è riuscito a dargli un futuro florido. Che invece altri, a cominciare da Marchionne, hanno disegnato.
29 luglio 2020
Il Piano Marshall europeo: grandi passi avanti e moniti per il futuro
28 giugno 2020
PIL a -12% ma....
16 giugno 2020
Piano Colao e soldi dall'Europa
Perchè si tratta di un insuccesso annunciato? La risposta è nella storia del ponte Morandi. Crollato a metà agosto 2018, quando tra qualche settimana verrà inaugurato il nuovo ponte molti lo indicheranno come un buon esempio del modo di usare i soldi che potrebbero arrivare nei prossimi anni dall'Unione Europea. Ci diranno che tutto è filato liscio, non ci sono stati ricorsi al TAR a frenare l'opera, le voci dissenzienti sono rimaste inascoltate di fronte all'urgenza dei lavori.
Si dimenticherà però che sul ponte, che già diversi anni fa la Confindustria ligure indicava come a rischio crollo, come su tante possibili opere pubbliche, è sempre mancato un accordo tra le forze politiche e che solo l'urgenza ha impedito che chi dissentiva desse battaglia contro l'opera.
Chiedere a Colao, un manager che ha guidato un colosso delle telecomunicazioni come Vodafone, di fare un piano per il futuro dell'Italia senza un accordo degli italiani su cosa fare, è come chiedere a uno chef di suggerire il menù a un gruppo di persone con gusti culinari diversissimi tra loro: ognuno dirà di no a quello che non gradisce e alla fine la cena salta.
I soldi che l'Europa dovrebbe darci per affrontare la crisi rischiano quindi di non essere spesi o di fare una brutta fine. Da una parte ci sono partiti, cioè italiani, che vorrebbero venissero usati a fondo perduto cioè regalati agli italiani senza condizioni. Dall'altro ci sono altri partiti e l'Europa che vorrebbero spenderli per cambiare l'Italia, ma non sono d'accordo sul come. E questo ha reso inutile il piano Colao.
06 giugno 2020
Reddito di Cittadinanza vs Ingreso Mínimo Vital
24 maggio 2020
Addio, Alesina
Chi volesse saperne di più, clicchi qui: http://www.econoliberal.it/search?q=Alesina.

