Nelle ultime settimane le borse hanno fatto registrare ottimi risultati, frutto di buone notizie sui profitti delle imprese oltre che sulla guerra e sui prezzi dell'energia.
15 febbraio 2023
Inflazione e profitti
Nelle ultime settimane le borse hanno fatto registrare ottimi risultati, frutto di buone notizie sui profitti delle imprese oltre che sulla guerra e sui prezzi dell'energia.
04 febbraio 2023
Prezzo energia
Fa scalpore il -34% del prezzo dell'energia elettrica annunciato qualche giorno fa dall'autorità che fissa il prezzo per il mercato tutelato. Ma nonostante il forte calo, il prezzo resta superiore, quasi doppio, rispetto agli utenti del mercato libero. A gennaio infatti il PUN, il prezzo unico su cui si basa la componente energia dei consumatori del mercato libero, è stato inferiore a 0,175 euro a kilowattora, contro gli 0,361 euro previsti per il mercato tutelato.
0,175 che a loro volta sono quasi la metà del PUN di dicembre, di poco superiore a 0,29. Nello stesso mese il prezzo del mercato tutelato superava di poco i 50 centesimi a kW.
Perchè mai un consumatore dovrebbe preferire il mercato tutelato? La sola risposta logica è: perchè consuma poco. I costi fissi sono più alti nel mercato libero e quindi se si consuma poca energia la bolletta è inferiore. In caso contrario, se si consuma molto, il mercato libero è più conveniente.
31 gennaio 2023
Non vendo un rene ma...
Alvin Roth, vincitore del Nobel dell'economia nel 2012, esperto di teoria dei giochi, si rende conto che alcuni malati bisognosi di un rene hanno un parente o un amico disposto a donarglielo, ma non è possibile perchè offerto non è compatibile con il donatore.
Pensa quindi a una scambio: se Giovanni offre un rene a Mario e Carlo lo offre a Luca ma non c'è compatibilità, il rene offerto da Giovanni può andare non all'amico Mario ma allo sconosciuto Luca, e il rene di Carlo allo sconosciuto Mario.
Con qualche fatica, il sistema funziona, creando in alcuni casi anche catene complesse, ovvero coinvolgendo più di due coppie donatore/ricevente.
Tutto bene, soprattutto per Roth che anche per aver usato una sua teoria ha vinto il Nobel?
No, perchè un'ottima teoria, con il relativo algoritmo sviluppato per mettere insieme offerte e domande diverse e molto particolari, ha dovuto fare i conti con la riluttanza degli ospedali a rendere disponili i reni offerti da amici e parenti dei propri pazienti.
Se, in altri termini, Giovanni offre un rene a Mario che è paziente di un ospedale di New York ma il potenziale ricevente è a Boston, l'ospedale di New York è restio a comunica a Giovanni che avrebbe potuto donarlo a un paziente di Boston.
La ragione è il trapianto è un affare per l'ospedale che non trova conveniente perdere il potenziale donatore a favore di un altro ospedale senza niente in cambio.
Il rene non si paga ma le cure sì e in un sistema in cui i vari soggetti privati pensano a far soldi, i comportamenti vengono modificati in modo non sempre conveniente per i pazienti.
13 gennaio 2023
BTP e benzina
Guardate il grafico. Rappresenta l'andamento teorico di un Buono del Tesoro Pluriennale emesso nel 2020 e in scadenza nel 2045. Il rendimento previsto era dell'1,5% annuo, tasso invitante nel 2020 quando i titoli a breve termine avevano tassi negativi o vicinissimi allo zero e l'inflazione era bassa.
Poi gli scenari economici sono mutati. Il rendimento è salito perchè il prezzo è sceso. Attualmente il BTP è quotato a poco più di 62. Vuol dire che chi ha versato e quindi prestato 100 euro allo Stato oggi incasserebbe 62 euro e qualche centesimo. Per rivedere i 100 euro deve aspettare il 2045 oppure sperare i un brusco calo dei rendimenti.
Ma significa anche che rendimenti e quindi costi dello Stato sui titoli di nuova emissione sono decisamente più alti rispetto a 2-3 anni fa.
Naturalmente la causa del crollo di valore del BTP e conseguente aumento dei rendimenti è legato alle vicende della guerra in Ucraina che ha fatto aumentare i prezzi di molti prodotti energetici e quindi dell'inflazione.
Le conseguenze dell'impennata dell'inflazione per lo Stato sono diverse. Diventa più costoso indebitarsi, come ci suggerisce il grafico. Il rendimento è passato dall'1,5% a oltre il 5% in pochi mesi. La BCE promette altri aumenti dei tassi per soffocare l'inflazione. Ogni 1% in più nel costo del debito pubblico significa una maggiore spesa di oltre 25 miliardi di euro in interessi, il doppio del costo dello sconto fiscale sui carburanti.
Quest'ultimo potrebbe avere effetti positivi sui costi di produzione di molti beni e quindi sull'inflazione, ma anche sui costi delle forniture dello Stato che, come le imprese, acquista beni e servizi.
Ci sono altri effetti secondari ma non meno importanti.
L'inflazione e l'aumento dei rendimenti hanno effetti distorsivi sugli investimenti. Si preferiranno beni come gli immobili il cui valore è tradizionalmente protetto dall'aumento dei prezzi, a scapito delle attività produttive il cui rendimento può essere inferiore al rendimento dei titoli di stato. A soffrirne saranno i consumi e quindi il PIL e le entrate fiscali.
Chi ha comprato i BTP che oggi valgono 62 euro per ogni 100 spesi sarà in ogni caso riluttante a venderli e a investire i soldi in attività produttive perchè queste dovrebbero rendere oltre il 50% in 22 anni solo per recuperare la perdita realizzata vendendo i BTP.
In conclusione sono tanti i motivi per cercare di abbassare il più in fretta possibile l'inflazione. Evitando ad esempio la contestatissima abolizione dello sconto sulle accise di cui si parla in questi giorni.
03 gennaio 2023
Inflazione (in Germania) e rischi per l'Italia
Merito del calo sono i sussidi del governo che ha deciso di spendere una somma enorme per affrontare il caro energia. A dicembre i prezzi dell'energia risultavano aumentati del 24,4% rispetto a un anno prima mentre a novembre l'aumento era del 38,7%.
Il calo dell'inflazione è importante anche per l'Italia e non solo per i consumatori che, ovviamente, spendono di meno se i prezzi aumentano.
La lotta all'inflazione ha fatto aumentare i tassi di interesse applicati dalla BCE, e fatto schizzare in alto i rendimenti dei titoli di stato. I rendimenti sui decennali sono oggi al 4,6%, il quadruplo di un anno fa.
Sono quindi inevitabili le preoccupazioni per i conti pubblici che il governo cerca di tenere sotto controllo nonostante le richieste di maggiori spese di una parte della maggioranza. Una buona scelta, anche se obbligata, che tuttavia contrasta con la decisione di non confermare il taglio delle accise voluto dal governo Draghi e di permettere alcuni aumenti tra cui sigarette e autostrade.
Spingere verso il basso l'inflazione anche tenendo bassi i prezzi dell'energia con contributi pubblici rinunciando a qualche beneficio ai privati, sarebbe nell'interesse di tutti. Un minore calo dell'inflazione, se ci sarà, significa invece prolungare il periodo in cui la BCE terrà alti i tassi e quindi la sofferenza dei conti pubblici gravati da un debito enorme e dai relativi tassi. Una pessima scelta per l'Italia.
04 dicembre 2022
Perchè non si trovano lavoratori?
C'è una teoria economica che può aiutare a capire i veri motivi. Si chiama teoria dei salari di efficienza, nata per spiegare la disoccupazione involontaria.
La teoria economica suggerisce che se si vuol vendere qualcosa e non si trova un acquirente disposto a pagare il prezzo richiesto, si deve abbassare il prezzo. Vale anche per il lavoro?
Il lavoro ha una caratteristica particolare: mentre in una normale compravendita quando le parti si accordano sul prezzo, l'affare è (solitamente) concluso, nel caso del lavoro l'accordo sullo stipendio segna l'inizio di un rapporto di scambio (lavoro in cambio di uno stipendio) nel quale il lavoratore può risultare meno efficiente del previsto. Per scoprire l'efficienza del lavoratore e sostituirlo, l'impresa deve sopportare dei costi.
Per questo motivo, l'impresa ha interesse a pagare stipendi superiori al livello che garantirebbe un equilibrio tra la domanda e l'offerta di lavoro, incentivando il lavoratore a impegnarsi di più e evitando i costi per monitorare i lavoratori e eventualmente sostituire quelli inefficienti.
La conseguenza è l'esistenza della disoccupazione involontaria. Dato un certo stipendio, ci sono più persone disposte a lavorare dei posti di lavoro disponibili. Ci sono persone che vorrebbero lavorare, ma non trovano un impiego.
Se adattiamo questa teoria a una economia in cui le imprese puntano a abbassare gli stipendi cosa otteniamo?
Che gli stipendi bassi spiegano la carenza di lavoratori, insieme a altri fattori, ma anche una bassa produttività, perchè i lavoratori poco motivati lavorano male, cosa che secondo qualche economista e qualche imprenditore, impedirebbe di fare aumentare gli stipendi.
20 novembre 2022
FTX
Le piattaforme di scambio sono un po' "borse" dove si scambiano titoli, un po' banche che raccolgono e prestano denaro, sotto forma criptovaluta che possono anche emettere. Il tutto in un mondo senza regole. Binance, per esempio, ha sede nelle isole Cayman, dove un anno fa non aveva alcuna autorizzazione a operare in criptovalute.
I clienti aprono un conto presso piattaforme come FTX e scambiano bitcoin e prodotti simili, caratterizzati da una elevata volatilità e quindi con possibili guadagni (ma anche perdite) elevati, pagando una commissione. Tuttavia FTX usava i soldi dei correntisti come fossero suoi, investendoli in fondi rischiosi, pieni di criptovalute e derivati delle stesse. I timori di insolvenza hanno spinto i correntisti di FTX a ritirare i soldi dalla piattaforma che pertanto è diventata insolvente, dopo che la proprietà di FTX ha tentato, senza riuscirci, di cedere la piattaforma a Binance.
Il sogno del creatori dei bitcoin di creare un sistema bancario e finanziario alternativo, indipendente dalle autorità monetarie e finanziarie dei diversi paesi, rischia di diventare un incubo non solo per i risparmiatori che, attratti da forti possibili guadagni, rischiano di trovarsi in mano un pugno di mosche, ma anche per il buon funzionamento dell'economia.
Se una piattaforma fa quel che vuole perchè non esistono regole come invece nel sistema bancario e finanziario tradizionale, c'è il rischio che l'inevitabile crollo di fiducia quando si verificano casi come FTX si diffonda alla finanza "tradizionale" e all'economia reale che può ottenere finanziamenti o può investire nelle criptovalute.
Cosa succederebbe se si scoprisse che una grande banca che ha investito molti soldi in una criptovaluta, magari nel tentativo di coprire perdite in qualche modo nascoste nelle pieghe del bilancio, all'improvviso si ritrovasse a subire altre perdite consistenti a causa del crollo della criptovaluta?
Ci potrebbe essere una crisi di fiducia simile a quella accaduta con Lehman Brothers, con relativa fuga di capitali. Sta già succedendo, come dimostra il grafico. Dopo 4 mesi di oscillazioni limitate (per quanto possano esserlo le oscillazioni dei bitcoin), a inizio novembre il valore del bitcoin è sceso di un 20% proprio mentre si diffondevano notizie su FTX.
Per ora la crisi è limitata alle criptovalute ma il rischio è che si estenda anche alla finanza tradizionale, se non si regolamenta il settore delle criptovalute come i settori a cui assomiglia e che cerca di sostituire.
26 ottobre 2022
Contante e economia sommersa
Se così fosse, basterebbe portare le prove, citare studi che dimostrano coi fatti che il limite al contante non serve.
16 ottobre 2022
Un Nobel bancario
I meriti dei tre premiati sono teorici, perchè hanno aperto nuovi filoni di ricerca, ma anche pratici perchè spiegare come funzionano le banche e quali effetti hanno le crisi bancarie sull'economia, serve a prendere provvedimenti e creare regole che evitino altre crisi.
Le banche, hanno spiegato Diamond e Dybvig, raccolgono il risparmio dei cittadini e lo trasformano in prestiti alle imprese, fondamentali per il funzionamento dell'economia e lo fanno permettendo ai clienti-risparmiatori di utilizzare i propri risparmi quando lo desiderano, e alle imprese di restituire nel tempo i soldi ricevuti.
Se non esistessero le banche, i cittadini desiderosi di usare in qualsiasi momento i propri risparmi, non li presterebbero alle imprese, che hanno bisogno di restituire i soldi nel tempo, oppure li presterebbero a condizione che le imprese siano in grado di restituirli in qualsiasi momento, o sarebbero costretti a cedere il credito verso l'impresa. In tutti e tre i casi l'economia sarebbe meno efficiente sia per i risparmiatori che per le imprese.
La banca ha però alcuni punti deboli. La più importante è il rischio della corsa agli sportelli: se i clienti-risparmiatori temono che la banca diventi insolvente, correranno a ritirare i risparmi, causando l'insolvenza della banca. Di qui la necessità di un'assicurazione dei conti correnti con la garanzia statale e di regole che evitino perdite che mettano in pericolo l'esistenza della banca che svolge il ruolo, fondamentale per l'economia, di trasformare i risparmi dei cittadini in investimenti delle imprese.
Le crisi delle banche, e qui si arriva al contributo di Ben Bernanke, sono potenzialmente catastrofiche per il funzionamento dell'economia. Bernanke, famoso per i suoi studi sulla crisi del '29, ha dimostrato che la recessione di fine anni '20 si è trasformata nella peggiore crisi economica della storia a causa del fallimento di metà delle banche americane.
La crisi delle banche interrompe il flusso di denaro dai risparmiatori alle imprese perchè manca l'intermediario ovvero la banca che conosce e controlla l'impresa. Il know how della banca è un patrimonio che si perde in caso di fallimento. Per ricostruirlo serve tempo. Nel frattempo le imprese faticano a trovare prestiti e l'economia soffre. Se, come nella crisi del 1929, sono molte le banche che falliscono, l'economia crolla. Prima dello studio di Bernanke, che risale ai primi anni '80, si pensava che le crisi causassero i fallimenti bancari ma che questi non influenzassero più di tanto l'economia.
05 settembre 2022
Occhio ai numeri!
No e vi spiego perchè.
Il calo del 38,5% è riferito al prezzo iniziale, 345 euro, mentre l'aumento si calcola sull'ultimo prezzo della settimana scorsa, 212.
Il 38,5% di 345 è pari a 133 mentre l'aumento del 28% di 212 euro è pari a 59 euro, che portano il prezzo a 271. Quindi il prezzo sta recuperando meno della metà del calo della settimana scorsa (59 euro su 133).
In altri termini fatto pari a 100 il prezzo iniziale della settimana scorsa, a fine settimana si era scesi a 61,5. Oggi il prezzo sale del 28% di 61.







