24 febbraio 2021

Giavazzi, ancora tu?

Sconcertante la scelta di Draghi di scegliere Francesco Giavazzi come consigliere. Il meglio o forse il peggio lo offrì il giorno dopo il fallimento di Lehman Brother quando celebrò il fallimento della banca americana non capendo le possibili conseguenze come avevo scritto anni fa http://www.econoliberal.it/2010/03/dubito-che-francesco-giavazzi-un.html

08 febbraio 2021

Milan, Inter e ..Draghi

Non sappiamo cosa dirà Draghi quando, nei prossimi giorni, probabilmente formerà il governo e chiederà la fiducia in Parlamento, ma possiamo usare il calcio per immaginare qualcosa. 

Draghi ha infatti parlato, nei mesi scorsi, di debito buono e debito cattivo e di sussidi che non offrono un futuro ai  giovani.

Nella classifica della Serie A in questo momento i primi due posti sono occupati da Milan e Inter, due squadre in mano a stranieri. Uno dei quali è un fondo di investimento americano. Un altro fondo made in USA potrebbe presto prendersi l'Inter. I sovranisti potrebbero storcere il naso ma dovrebbero chiedersi perchè le squadre italiane sono finite nelle mani di stranieri dopo che per decenni sono state in mano agli italianissimi imprenditori italiani, Silvio Berlusconi e Massimo Moratti.

La risposta la conosciamo: un eccesso di debiti e continue perdite hanno spinto i due imprenditori a cedere le squadre di calcio dopo aver coperto di tasca propria le perdite.

Un debito cattivo, direbbe Draghi, per vivere al di sopra della proprie possibilità cioè dei ricavi delle società sportive. Avrebbero potuto creare un debito buono, per esempio costruendo uno stadio o investendo sulle giovani promesse del calcio, e aumentare in questo modo i ricavi, ma non l'hanno voluto fare e per questo si sono condannati a anni difficili, fatti di giocatori mediocri, per risparmiare, e risultati sportivi modesti.

Un modello perdente e tuttavia amato: avete mai sentito i tifosi dire che una società di calcio deve camminare con le proprie gambe (economiche)? Io no. Di solito invocano una società che tira fuori i soldi per alimentare le promesse di vittoria. E poco importa se è uno straniero che neanche sa pronunciare il nome della squadra di calcio.

Non so cosa dirà Draghi ma potrebbe dire che l'economia e la politica italiana è un pò come Milan e Inter: creano illusioni, pensano ai sussidi e si trovano a fare i conti con tifosi ovvero elettori delusi dei risultati e capaci di invocare altri soldi per alimentare un'altra illusione. E potrebbe aggiungere che è ora di cambiare, di pensare a costruire lo stadio o a puntare sui giovani per far meglio in futuro e non finire nelle mani degli stranieri.

04 febbraio 2021

SpreaDraghi

La nomina di Draghi ha fatto scendere lo spread sotto quota 100. Non succedeva da 5 anni. E' strano? 

Lo spread della Spagna, che non è poi tanto meno instabile dell'Italia, è 62. La differenza rispetto all'Italia è il tasso di crescita, molto migliore di quello italiano prima della pandemia. E forse un minor rischio che politici molto irresponsabili possano arrivare al governo e cercare di fare scelte economiche improbabili.

Il grafico mostra come durante il primo governo Conte lo spread sia salito costantemente sopra quota 200 e per alcuni periodi anche sopra quota 300.


Cosa significa questo? 100 punti di spread in più equivalgono a 4-4,5 miliardi di spesa per interessi in più l'anno perchè ogni anno si rinnovano titoli per 400-450 miliardi di euro. Abbassare lo spread di mezzo punto percentuale, arrivando a livelli "spagnoli" per un anno vuol quindi dire risparmiare circa 2 miliardi di spesa per interessi. Solo per aver messo a Palazzo Chigi Mario Draghi.


29 gennaio 2021

Gamestop: attenti alla bolla

Come mai tutti i giornali parlano di Gamestop, una catena di negozi di elettronica quotata a Wall Street?

Alcuni hedge funds cioè fondi altamente rischiosi e speculativi , di solito finanziati da ricchi investitori, hanno scommesso sul crollo del valore delle azioni Gamestop. Hanno spiegato che a loro parere la società era destinata a fallire e quindi hanno comprato strumenti finanziari speculativi che avrebbero offerto cospicui guadagni se le azioni di Gamestop avessero perso valore.

Uno schema visto tante volte ma in questo caso con una novità: molti piccoli risparmiatori hanno fatto la scommessa opposta, grazie al passaparola su Reddit. Così un'azione che valeva qualche dollaro è schizzata verso l'alto.

La vittoria, per ora, dei piccoli risparmiatori ha provocato forti perdite per i fondi speculativi (forse decine di miliardi di dollari) che usano strumenti finanziari che moltiplicano guadagni e perdite.

Perdite che spingono chi non ama gli hedge funds, e le loro politiche spregiudicate capaci di rovinare aziende e vite pur di ottenere un profitto, a cantare vittoria. 

Tutto bene, dunque? 

In realtà no, perchè resta il fatto che Gamestop non pare un'azienda in salute. E' sensato scommettere sul futuro di una società, ma se il valore di questa società cresce ben oltre il ragionevole, come sta accadendo in queste ore, vuol dire che il titolo è oggetto di speculazione e che c'è il rischio che qualcuno ne approfitti e altri restino con un pugno di mosche. 

Ovvero c'è il rischio che qualcuno punti a far salire il più possibile il valore del titolo perchè ha interessi personali nel titolo o nel boom di borsa, utile a tenere alto il valore di azioni sopravvalutate. Chi controlla società con valori palesemente irrealistici può avere interesse a stimolare l'acquisto di Gamestop perchè, indirettamente, le scommesse di rialzi sui mercati azionari favoriscono anche il suo titolo. 

Scenari inquietanti, perchè sono possibili reati (si spingono i risparmiatori a comprare azioni benchè sopravvalutate), che le leggi americane puniscono con lunghe detenzioni, e perchè, come ha insegnato la bolla delle dot com di fine anni '90, quando l'euforia passa, finiscono i finanziamenti e le imprese rimaste all'improvviso senza soldi chiudono i battenti, mentre i risparmiatori ingenui perdono i loro soldi. 

In una economia che arranca, causa pandemia, Gamestop offre un segnale poco incoraggiante. Se sarà una batosta per i fondi speculativi, è anche vero che c'è un rischio di bolla finanziaria che potrebbe scoppiare con effetti poco piacevoli per gli investitori e l'intera economia.


15 gennaio 2021

Corso di Contabilità per principianti - 5 - la Partita Doppia

Dopo aver imparato come funzionano alcuni conti (banca, cassa, ricavi, costi, ecc) dobbiamo imparare a usarne 2 per volta.

I fatti che la contabilità registra come acquisti, vendite, incassi e pagamenti implicano sempre l'uso di due conti. Sono un pò come una moneta con due facce. Si tratta di imparare e riconoscerli per fare la registrazione corretta.

Facciamo un esempio per capire meglio. 

Immaginiamo una situazione molto semplice: in una panetteria un cliente compra il pane e paga in contanti. Il negoziante consegna il pane, emette lo scontrino e incassa 4 euro.

Dal punto di vista della panetteria sono successe due fatti in contemporanea: la panetteria ha realizzato un ricavo per 4 euro e incassato 4 euro in contanti. 

Come sappiamo il ricavo si registra in avere del conto ricavi:
mentre l'entrata di 4 euro in cassa si registra in dare del conto cassa:


Due piccole note prima di proseguire. 

La prima. Avete notato che in un caso s'è registrato 4 € in dare di un conto e nell'altro in avere di un altro conto? 

Ecco tutte le registrazioni contabili hanno questa caratteristica. Si usano due conti (o più di due). Uno (o più di uno) si usa in dare e l'altro (o gli altri) in avere. La somme del conto (o dei conti) usati in dare è sempre uguale a quella del conto (o dei conti) usati in avere.

La seconda. Possiamo domandarci: e se il cliente non paga? Non ci sarebbe un ricavo e basta? La risposta è no. Se il cliente non paga vuol dire che la panetteria ha un credito nei suoi confronti e il credito si registra in dare, come l'entrata di cassa. Oppure il cliente ha un credito e quindi la panetteria ha un debito che viene meno in seguito alla vendita. 

Se ogni registrazione contabile comporta l'uso di (almeno) un conto in dare e uno in avere posso prendere le due registrazioni nei due conti e fonderle in una sola, questa: 

-------------------------------------            ------------------------
cassa                                               @   ricavi delle vendite    4
-------------------------------------            ------------------------


Nella parte sinistra cioè in dare si scrive il nome del conto usato in dare, in avere il nome del conto usato in avere. In questo caso l'importo è lo stesso per cui si scrive una volta sola. Questa scrittura implica automaticamente che nel conto cassa si registri 4 in dare e nel conto ricavi delle vendite 4 in avere. 

Nella realtà oltre a quanto riportato sopra si inseriscono altre informazioni come la data della registrazione, il numero d'ordine, un codice numero che idenfica in modo inequivocabile il conto.


14 dicembre 2020

Paolo Rossi

Sapevate che Paolo Rossi è stato, per qualche tempo, il giocatore più valutato in Italia?

Nella storia del calciatore che dopo due anni di squalifica fece 6 gol al Mondiale, regalando la vittoria all'Italia, ci sono anche episodi che raccontano che il calcio non è poi cambiato molto negli ultimi 40 anni e oltre.

Per tre anni, dal 1976 al 1979 Rossi è legato al Vicenza che allora si chiamava Lanerossi Vicenza. Aggirando le regole sulle sponsorizzazioni, la società veneta aveva messo il nome nello sponsor nella denominazione sociale.

Rossi arrivava dalla Juventus che, dopo averlo scoperto e dopo tre infortuni che lo tengono fermo a lungo, lo cede al Vicenza in comproprietà, dopo un prestito al Como. Al momento di risolvere la comproprietà, il Vicenza offre 2,6 miliardi di lire contro meno di 1 della Juventus. 

Fino a quel momento il giocatore più pagato nella storia del calcio italiano era stato Savoldi. Un paio di miliardi pagati dal Napoli. Meno di quel che paga il presidente del Vicenza, Farina, per metà del cartellino di Rossi, che quindi vale oltre 5 miliardi di lire. 

Un'esagerazione alla fine degli anni '70, nel bel mezzo di una crisi petrolifera e del terrorismo. Anche per questo la Juventus, di proprietà Fiat, offrì poco. 

Il Vicenza si trovò nei guai, come succede anche oggi alle società di calcio che spendono troppo. Il presidente Farina le provò tutte, arrivando anche a vendere abbonamenti biennali per raddoppiare le entrate, ma alla fine fu costretto a liberarsi di Rossi (e di altri calciatori) che finì in prestito a Perugia per 700 milioni l'anno.

La Juventus, più prudente, nel 1981 si riprese Rossi, squalificato, per "soli" tre miliardi di lire per poi rinvenderlo a un prezzo maggiore qualche anno più tardi. 

Acquirente lo stesso Farina, che nel frattempo aveva acquistato il Milan senza perdere il vizio di esagerare. Il Milan finisce al Tribunale Fallimentare, che lo vende a Berlusconi, e Farina fugge all'estero per sottrarsi a un mandato di cattura.

Insomma il calcio non è poi tanto cambiato. Allora come oggi ci sono società che esagerano con le spese, giocatori sopravvalutati, bilanci in rosso, furbate, piccole disonestà.

29 novembre 2020

Cancellazione del debito?

Perchè l''idea di cancellare il debito pubblico causato dall'emergenza COVID è stata sonoramente bocciata dalla BCE?

Se si deve cancellare un debito, la prima domanda che viene in mente è: "Chi lo deve cancellare e con quali risorse?". Si può pensare che la risposta sia il creditore. E sappiamo che una parte non piccola del debito pubblico di molti paesi dell'area UE è nelle mani della BCE. Quindi potrebbe essere la BCE, che -suggerisce qualcuno- crea moneta dal nulla a cancellare il credito che ha verso gli stati ovvero una parte del debito pubblico?

La moneta creata dalla BCE come quella di tutte le banche centrali non è una ricchezza creata dal nulla. Altrimenti perchè non condonare tutto il debito pubblico e magari anche quello privato? 

Già, c'è il debito privato. Le banche centrali preferiscono acquistare titoli del debito pubblico. Sarebbe meglio, invece, se acquistassero titoli del debito privato, per esempio obbligazioni emesse da grandi aziende perchè queste spendono subito i soldi a disposizione e se gli si cancellasse il debito avrebbero indubbi benefici che trasferirebbero ai dipendenti, ai fornitori, ecc. L'economia funzionerebbe meglio, le crisi si risolverebbero prima. 

Ma questo non succede perchè i titoli del debito privato sono meno sicuri (e quindi le banche centrali non li comprano) e perchè, come detto, la BCE non crea ricchezza dal nulla, quando crea moneta.

Quando compra titoli di stato, accredita l'importo dell'acquisto sui conti delle banche che li vendono. Nel bilancio della banca centrale, la moneta finisce nel passivo dello stato patrimoniale della banca, mentre il titolo del debito pubblico finisce nell'attivo, proprio come succede nel bilancio di una impresa con un credito verso un cliente o un immobile.

Se il cliente non paga, l'impresa subisce una perdita, e lo stesso vale per la BCE. Se lo Stato non paga perchè il debito pubblico è (in parte) cancellato, la BCE subisce una perdita. Che non può compensare con una creazione di ricchezza che non esiste. Il reddito della BCE sono gli interessi pagati dagli stati sui titoli. Soldi che finiscono agli stati, tramite le banche centrali nazionali.

Quindi la BCE potrebbe al massimo rinunciare ai propri profitti o usare le riserve, vale a dire soldi messi da parte per garantire la politica dei cambi. Come dire che metto da parte soldi per le emergenze. Se li uso e poi ne ho bisogno, cioè se c'è un'emergenza cosa succede? Son costretto a vendere casa andando a dormire sotto un ponte?

Usare i profitti per condonare un debito, vuol dire creare un buco nelle entrate degli stati. 100 miliardi in meno di debito - supponiamo- e 100 in meno di entrate... 

Usare le riserve significa rinunciare a uno dei motivi per cui esiste la BCE: garantire una moneta stabile. Obiettivo per raggiungere il quale servono riserve ingenti. L'euro sarebbe in balia della speculazione con effetti imprevedibili sui commerci, la ricchezza, i flussi di capitali.

Insomma la bacchetta magica contro il debito pubblico non esiste e quella di David Sassoli è stata un'uscita infelice. 

11 novembre 2020

Vaccino Pfizer e vaccino russo

 L'annuncio, lunedì, che il vaccino Pfizer funziona al 90% ha fatto impennare gli indici di borsa. E l'annuncio di un vaccino russo efficace al 92% ?

Ecco il grafico. A sinistra la reazione dell'indice della borsa di Milano e a destra... la borsa non ha reagito all'annuncio dei russi. 

Questioni di credibilità.




08 novembre 2020

La pessima idea di tagliare gli stipendi statali

 Nel bel mezzo di una pandemia che costringe a stare chiusi in casa e causa infinite incertezze personali e economiche, qualcuno ha lanciato l'idea di tagliare gli stipendi statali e magari le pensioni, per riequilibrare i conti o trovare le risorse per aiutare chi si trova a dover chiudere la propria azienda a causa del Covid19.

E' un'idea pessima e cerco di spiegarvi il perchè.

La crisi ha causato un crollo del PIL perchè molte attività economiche sono state costrette a sospendere o a ridurre fortemente la produzione e la vendita di beni e servizi. L'economia in questi casi tende a avvitarsi su se stessa, ovvero la crisi di un settore si estende a un altro settore con un pericoloso effetto moltiplicativo: se i bar e i ristoranti sono costretti a chiudere, per esempio, i loro fornitori (di cibi e bevande, per esempio) sono costretti a diminuire la produzione e così succede ai loro fornitori. 

Per questo motivo si fa ricorso alla cassa integrazione e ad altri aiuti, che servono a compensare le imprese dei danni subiti a causa del lockdown. Non è solo un sostegno a persone e imprese colpite dagli effetti del lockdown ma un sostegno alla domanda.

Tuttavia l'economia con gli aiuti è uguale a quella di prima. 

Intanto perchè gli aiuti non compensano per intero i mancati guadagni, vale a dire la cassa integrazione non mette nelle tasche di chi la riceve gli stessi soldi che aveva prima del Covid19. 

Poi perchè non si può spendere come prima, viste le limitazioni causate dalla pandemia. Finchè la situazione non sarà risolta non potremo viaggiare in aerei affollati, non andremo in discoteca o al bar come facevamo prima.

Infine -ed è la ragione più importante- perchè la crisi economica causata dal Covid19 ha ridotto molte certezze, economiche e non. Chi riceve aiuti sa che il suo posto di lavoro o la sua impresa è a rischio. Spende quei soldi, certo, ma taglierà il superfluo, ridurrà i progetti di investimento o alcuni consumi. E lo farà anche quando la pandemia sarà superata e le principali incertezze spariranno. 

In questo contesto l'idea di ridurre stipendi pubblici e pensioni non può che essere una pessima. 

Come tutti, ma forse meno di altri, questi percettori di reddito consumano meno di prima, perchè sono meno le occasioni per spendere e perchè risparmiano in vista di future necessità (per esempio l'aiuto a un parente o spese mediche impreviste). Dire loro che i loro redditi potrebbero diminuire è un ulteriore invito a non consumare, proprio in un momento in cui l'economia avrebbe bisogno di certezze e di maggiori consumi.

I risparmi per i conti pubblici si tradurrebbero in altri termini in un calo generalizzato dei consumi e si farebbe ancora più fatica in seguito a tornare al livello precedente, con un maggior numero di imprese costrette a chiudere o fallite.

06 novembre 2020

Corso di Contabilità per principianti - 4 - i conti economici

Passiamo ora ai conti economici, che sono quelli comportano la registrazione di costi e ricavi.

L'impresa compra beni e servizi, sopportando dei costi

Poi li trasforma e vende altri beni e servizi, ottenendo dei ricavi.

Anche se in modo approssimativo, possiamo dire che il costo si verifica e va registrato nella contabilità quando l'impresa, acquistando un bene, riceve la fattura (o emette un altro documento, come la busta paga del lavoratore) e il ricavo si verifica e dev'essere registrato quando l'impresa, vendendo un bene, emette una fattura.

I costi si registrano in dare di un conto che indica la tipologia del costo. 

I ricavi invece si registrano in avere di un conto che può indicare la tipologia del ricavo.


Qualche nota.

La fattura è un documento emesso dall'impresa che vende un bene/servizio e destinato a quella che lo acquista, nel quale si specifica solitamente la tipologia dei beni/servizi venduti, il prezzo unitario, la quantità venduta. Per esempio 5 tonnellate di acciaio al prezzo di n euro la tonnellata, per un totale di N euro. 

Questa somma dev'essere registrata nella contabilità di chi vende (e quindi emette la fattura) e di chi compra (e quindi riceve la fattura). 

L'IVA invece non fa parte di costi e ricavi.

Periodicamente, per esempio una volta l'anno, l'impresa somma tutti i costi e tutti i ricavi e quindi l'utile, se i ricavi superano i costi o la perdita, nel caso in cui i costi superino i ricavi.

Infine ho specificato che i costi e i ricavi si registrano quando l'impresa riceve la fattura (costi) o la emette (ricavi) perchè sovente le imprese pagano le fatture in ritardo rispetto alla data di emissione.

Emissione e pagamento (quasi sempre) non avvengono in contemporanea e quindi registrazione della fattura e pagamento sono fatti diversi da non confondersi ai fini della registrazione contabile.